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Sabato, 16 Giugno 2018 10:49

ll miracolo della COMUNIONE

Dal 19-25 marzo 2018 si è svolta, a Roma, la Riunione Pre-sinodale con la presenza di più di 300 giovani da tutto il mondo, e circa 15.000 in diretta sulle Reti Sociali.

Perché una “Riunione Pre-sinodale”?

“Cari giovani, il cuore della Chiesa è giovane proprio perché il Vangelo è come una linfa vitale che la rigenera continuamente. Sta a noi essere docili e cooperare a questa fecondità. E tutti voi potete collaborare a questa fecondità: che siate cristiani cattolici, o di altre religioni, o non credenti. Vi chiediamo di collaborare alla fecondità nostra, a dare vita. Lo facciamo anche in questo cammino sinodale, pensando alla realtà dei giovani di tutto il mondo. Abbiamo bisogno di riappropriarci dell’entusiasmo della fede e del gusto della ricerca. Abbiamo bisogno di ritrovare nel Signore la forza di risollevarci dai fallimenti, di andare avanti, di rafforzare la fiducia nel futuro. E abbiamo bisogno di osare sentieri nuovi”.

Papa Francesco ha scelto di coinvolgere i giovani per ascoltare, ‘senza filtri’, la loro voce, in preparazione al Sinodo dei Vescovi su I giovani, la fede e il discernimento vocazionale che si terrà in ottobre 2018. Il Sinodo sarà “dei Vescovi”, ma il Papa ha voluto avere una riunione “con i giovani”, perché come Lui stesso ha detto: “La Chiesa vuole mettersi in ascolto della voce, della sensibilità, della fede e anche dei dubbi e delle critiche dei giovani - vogliamo ascoltare i giovani -” (Papa Francesco, Udienza Generale, Piazza San Pietro, Mercoledì, 4 ottobre 2017).

Esperienze vissute

Caminante no hay camino, se hace camino al andar”. Sento che questa frase esprime al meglio l’esperienza vissuta da ciascuno di noi partecipanti. Ritrovarsi insieme per “fare il cammino”, per creare insieme una Chiesa giovane, nuova; una Chiesa in uscita, in ascolto di tutti, che crede nell’amore fatto vicinanza e che rende reale e concreto quello che professa.

Al di là delle lingue e delle culture differenti, abbiamo vissuto il miracolo della ‘comunione’. È stato meraviglioso poter condividere con libertà e spontaneità la vita nelle sue manifestazioni più diverse. È stato bello sentire l’amore alla Chiesa di tanti giovani, nonostante le esperienze di sofferenza, di esclusione, di pregiudizio. Mi ha toccato dentro come tanti giovani, pur essendo non credenti e di altre confessioni, hanno condiviso con noi cattolici, aiutandoci a dare un contributo significativo per il Bene della Chiesa e dei giovani, tutti nessuno escluso!

Al termine dei lavori dei gruppi, ho fatto l’esperienza di sentire l’altro con tutto il cuore, di sperimentare l’altro davvero come “uno che mi appartiene” (Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica NOVO MILLENNIO INEUNTE, 6 gennaio 2001, 43).

Ascoltando ogni storia, ogni proposta, ho fatto lo sforzo a guardare oltre, per avvicinarmi a realtà diverse dalle mie. L’atteggiamento dell’ascolto, così vissuto, mi ha fatto uscire dai tradizionali schemi, superando l’individualismo e rendendomi costruttrice di comunione.

Alla fine dell’incontro ho sentito tanti giovani salutarsi dicendo: “pregherò per il tuo gruppo giovanile”, “pregherò per il tuo parroco”, ecc. Che bello! Non eravamo più sconosciuti, ma fratelli prossimi gli uni agli altri, non solo virtualmente ma soprattutto spiritualmente, si poteva palpare cosa significa “sentire con” l’altro.

L’esperienza del Pre-Sinodo ha lasciato in tanti giovani la spinta ad essere costruttori di comunione. “Se il modo di testimoniare nella Chiesa, fosse così “naturale”, aperto e disponibile all’ascolto, tanto della realtà, che di ogni persona, come sarebbero le nostre comunità ecclesiali (parrocchia, congregazioni religiose, movimenti, associazioni, ecc.)?”

I giovani sognano sicurezza, stabilità e pienezza. Molti sperano una vita migliore e una comunità che li guidi (DF, 3).
Cosa offriamo ai giovani, come li accompagniamo ad un futuro migliore?

Qual è la novità?

Papa Francesco ci ha stupito quando, il primo giorno, ha detto: «Dio ha voluto parlare per mezzo dei più giovani… nei momenti difficili, il Signore fa andare avanti la storia con i giovani». Ci siamo sentiti interpellati dalla Chiesa, siamo rimasti affascinati dalle parole del Papa che ci ha chiesto di avere “faccia tosta” e di dire ciò che portiamo nel cuore.

Tanti di noi ci siamo chiesti: “Quando nella storia della nostra Chiesa si è agito così? Quando la Chiesa ha coinvolto i giovani, ha lavorato con loro e non solo per loro?

Noi, come Famiglia Salesiana ci sentiamo privilegiati e sostenuti, perché che la vita di Don Bosco e di Madre Mazzarello è stata sempre vissuta con e per i giovani. Così è per tante altre famiglie religiose, movimenti, gruppi e associazioni. Però, tanti giovani non appartengono a questi gruppi, e nelle parrocchie non sempre ci si è sentiti coinvolti. Tanti giovani non si sentono “protagonisti” nelle comunità parrocchiali.

Ecco perché, la grande novità del Pre-Sinodo, non è nel Documento Finale elaborato dagli stessi giovani, piuttosto nel fatto di essere stati coinvolti. La Chiesa ha affermato: “voi giovani siete preziosi, la vostra voce, il vostro pensiero conta, e conta sul serio; abbiamo bisogno di voi”. Questa è la sorpresa di Dio: “Ecco, io sto facendo una cosa nuova; essa sta per germogliare; la riconoscete?” (cf. Is 43, 19).

«I Social Media sono una parte rilevante della nostra identità e del nostro modo di vivere» (DF, 4).
Cosa suscita in noi questa affermazione dei giovani?

Chiamata come FMA

Come giovane FMA, partecipando al Pre-Sinodo, ho sentito di dare uno slancio nuovo alla mia vocazione a vivere in mezzo ai giovani, con loro. Tanti giovani partecipanti hanno la mia età e, nei loro paesi, sono responsabili di Pastorale Giovanile a livello nazionale, diocesano o parrocchiale; altri sono leaders del loro movimento o associazione. Ho goduto vedendo tanti giovani adulti, impegnati a spendere la loro vita nella Chiesa, e mi sono lasciata interpellare dalla loro testimonianza e condivisione. Questo incontro ci ha permesso di vivere in prima persona il discernimento comunitario, di fare lo sforzo di cedere ciascuno un po’ della propria fede, cultura ed esperienza per poter accogliere la fede, la cultura e l’esperienza dell’altro ed essere il più possibile giovani in uscita. In questa settimana abbiamo vissuto l’esperienza della sinodalità, del camminare insieme, con un unico obiettivo: quello di essere ascoltati, di far valere il nostro protagonismo, la nostra voglia di partecipare e di contribuire a questo grande cambiamento di direzione che la Chiesa sta cercando di intraprendere.

Il Pre-Sinodo prosegue con il mio ritorno a casa, con il riprendere la mia vita, l’impegno, per poter essere testimone credibile in comunità e tra i giovani, contagiando tutti con lo stile di sinodalità e discernimento di cui ho fatto esperienza.

Vargas Diaz Granados Cristina, FMA
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Letto 108 volte Ultima modifica il Sabato, 16 Giugno 2018 11:03
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