Sabato, 31 Dicembre 2016 15:16

Mio fratello rincorre i dinosauri

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“Per circa dodici anni ho faticato a vedere mio fratello per quello che è, perché ero troppo impegnato a vedere quello che non è. Sì, è vero, Giò non sa moltiplicare tredici per sei, ma sa far sorridere la gente in un modo unico, tutto suo. Giò non saprà mai guidare, ma andare in macchina con lui è comunque un’esperienza indimenticabile. Così un giorno mi sono chiesto: perché non regalare il mio sguardo anche ad altre persone? E perché non provare a raccontarlo con un video?”.

 

libro min 04 2017Mio fratello rincorre i dinosauri

di Giacomo Mazzariol - Einaudi

 

Essere speciali

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”. L’affermazione del celebre Albert Einstein ben sintetizza il contenuto del libro “Mio fratello rincorre i dinosauri”, scritto dal diciannovenne Giacomo Mazzariol, il quale nel 2015 ha caricato su You Tube il video “The Simple Interview”, girato con il fratello minore Giovanni, che ha un cromosoma in più. 

Questo video ha avuto un successo inaspettato, tanto da dare vita all’idea di scrivere la storia di Giacomo e Giovanni, due fratelli davvero speciali. Un romanzo di formazione che commuove attraverso un umorismo raffinato che genera stupore e riflessione, perché niente è inventato e tutto appartiene alla vita, letta però con i versi del poeta William Blake: “Vedere il mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvaggio, tenere nel palmo della mano l’infinito e l’eternità in un’ora”.
Giacomo ha impiegato dodici anni per imparare a guardare senza pregiudizi suo fratello, a entrare nel suo mondo e a consentirgli che gli trasformasse la vita. A cinque anni Giacomo, che ha già due sorelle, apprende dai genitori che avrà il fratello che ha tanto desiderato e che sarà speciale; nell’immaginario di un bambino, equivale a supereroe. Lungo gli anni, diventerà sinonimo di famiglia. Giacomo si accorge presto che Giò è diverso dagli altri, e si chiede dove siano i superpoteri.
“Giovanni che ha tredici anni e un sorriso più largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai più di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche”.


“Dentro ogni persona c’è un mondo unico”


Giacomo, per giungere a sentire Giovanni soltanto come il proprio “fratello”, dovrà vivere l’adolescenza e il passaggio dall’entusiasmo al rifiuto, dovrà lasciarsi coinvolgere dalla sua vitalità per comprendere che, forse, un supereroe, lo è veramente. Un percorso non facile nel quale Giacomo ha “pescato i sentimenti nel lago di emozioni in cui navigavo” ascoltando la musica, l’arte che in seguito eliminerà le differenze e farà riflettere sui labirinti della società in cui vengono rinchiuse le persone etichettate come diverse.


“Chi è che aveva sceneggiato la relazione tra noi? Nessuno. Eravamo noi gli scrittori. Nessuno istillava la paura del giudizio nel mio cuore. Ero io a nutrirla”

 

Amare senza condizioni

Gradatamente, Giacomo imparerà a convivere con le fragilità del fratello e a non considerarlo più come un segreto inconfessabile. La storia si snoda all’interno di una massima ricorrente in casa Mazzariol: “Nella vita ci sono cose che si possono governare, altre che bisogna prendere come vengono. È più grande di noi la vita, è complessa e misteriosa. L’unica cosa che si può scegliere è sempre e comunque amare. Amare senza condizioni”. La sindrome di Down, il padre l’ha siegata così a Giacomo: «Giovanni è Giovanni, non la sua sindrome. Lui è se stesso. Ha un carattere, dei gusti, dei pregi, dei difetti. Come tutti noi. Non è la sindrome che occupa i nostri pensieri, ma Giovanni». Un libro da leggere per imparare in modo particolare che “amare un fratello non vuol dire scegliere qualcuno da amare; piuttosto ritrovarsi accanto qualcuno che non hai scelto, e amarlo. Ecco, scegliere di amare, non scegliere la persona da amare”, prima accettando di non esserne in grado perché è più forte il personale bisogno di essere amato, la paura di non essere stimati. Sarà questo l’iter che, nella semplicità e profondità di una ordinaria quotidianità, innescherà il cambiamento del cuore di Giacomo, tanto da fargli dire che: «c’è della magia in tutto ciò che Giovanni fa, e voglio passare la vita nel tentativo di catturarla».

Emilia Di Massimo
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