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Sabato, 31 Dicembre 2016 15:34

La musica colonna sonora della vita

Il sogno di ogni cantante è quello di poter essere scrivere una canzone per un film, un telefilm, un cartone animato, un evento sportivo, in quanto queste canzoni riescono ad entrare maggiormente nella vita delle persone e diventare un ricordo indelebile nel tempo.
Gli anni dell’adolescenza segnano ancor di più questi momenti e con il passare degli anni, l’ascoltare quella canzone quando si avevano 16 anni, fa rivivere le stesse emozioni.

 

Da bambini a teenager

Alcune canzoni sono ormai nell’immaginario comune in quanto i film a cui sono legate sono diventati dei blockbuster. Chi non ricorda Whitney Houston che canta I will always love you in The Bodyguard (oltre 16 milioni di copie vendute), o My heart will go on (Premio Oscar come migliore canzone nel 1998) cantata da Céline Dion durante il famoso abbraccio tra Jack e Rose sulla prua del Titanic? Il testo evocativo e il crescendo musicale riescono ad imprimersi dentro di noi e a lasciare una traccia emozionale che ad ogni ascolto riesce a ripetersi.
Non da meno sono le canzoni legate ai film di animazione che fin da piccoli abbiamo visto e rivisto più volte. La canzone Circle of life di Elton John (tradotta in ben 48 versioni in lingue diverse) ricorda a tutti il momento in cui Simba viene presentato agli animali della foresta che si inchinano di fronte a quello che diventerà Il Re Leone. Chi non ha ballato I like to move it con Alex, Marty, Melman, Gloria e i divertenti lemuri di Madagascar o chi non ha versato qualche lacrima con La bella e la bestia cantata da Mrs. Potts, nella celebre scena in cui Bella danza con la Bestia nel salone del castello?
Tutti nella nostra infanzia abbiamo cantato con Ariel La Sirenetta o con Aladin Il mondo è mio. Queste canzoni entrano nella vita di ogni bambino, perché sono parte integrante di una narrazione filmica che le rende uniche, rappresentative di tutta la storia raccontata. Questa esperienza sembra non sentire il passaggio del tempo: cambiano i film e le canzoni ma la memorizzazione per i più giovani è sempre la stessa. Un esempio è il recente successo di Let it go, ennesima canzone vincitrice di un Oscar per la Disney nel 2014 per il film Frozen - Il regno di ghiaccio. Il brano, nella sua versione originale, è cantato da Idina Menzel ed è restato in classifica negli Stati Uniti per ben 20 settimane e oggi il video su Youtube vanta 870 milioni di visualizzazioni. Sicuramente anche la canzone di Justin Timberlake Can’t stop the feeling!, brano portante del film Trolls, entrerà in questo immaginario comune.

 

“La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia. Chi penetra il senso della mia musica potrà liberarsi dalle miserie in cui si trascinano gli altri uomini”
(Ludwig Van Beethoven)


Da teenager ad adulti

Anche la musica legata alla vita adolescenziale, presente in quelli che vengono chiamati teen drama, segna i vari passaggi alla vita adulta. California dei Phantom Planet sigla di O.C. ha goduto di un successo legato ai protagonisti del telefilm che cercano di capire come affrontare la loro adolescenza irrequieta. L’allegra I’ll be there for you dei The Rembrandts che ci ricorda i giorni spensierati di Friends e dei suoi protagonisti Rachel, Monica, Phoebe, Joey, Chandler e Ross seduti sul divano del Central Perk a raccontarsi le loro avventure e disavventure per diventare degli adulti. 

Anche le difficoltà raccontate dalle canzoni che accompagnano la vita dei protagonisti de I Braccialetti rossi sono già nell’immaginario comune dei teen-ager italiani e la canzone di Laura Pausini, dal titolo Simili, segna una generazione di giovani che lottano per superare le difficoltà che la vita riserva ad ognuno per entrare nel “mondo dei grandi”.


“Sento che la musica deve toccare le emozioni prima, e l’intelletto poi” (Maurice Ravel)


La colonna sonora della vita

Ogni nostro momento della vita è segnata da suoni e rumori. Evita Greco, nel suo recente romanzo, Il rumore delle cose che iniziano dice che “Ogni inizio ha un rumore” e noi potremmo aggiungere che “la continuazione di ogni cosa è musica”.

Si parte nell’adolescenza a costruire questo tappeto musicale che ci accompagna fino all’età adulta e il potere evocativo della musica è oramai risaputo. Oscar Wilde diceva che “la musica è l’arte che è più vicina alle lacrime e alla memoria”, ed è quindi una risorsa che si può utilizzare per risvegliare i sentimenti e le emozioni positive, e anche quelle negative.
Recenti ricerche in ambito psicologico dimostrano che la musica attiva grandi aree del cervello perché quando si ascolta una melodia, si attivano parti del cervello come quelle uditiva, limbica e motoria. Questa stimolazione cerebrale si realizza indipendentemente dal genere musicale che si ascolta e così la musica riesce ad avere un effetto potente su di noi.
Le canzoni risvegliano ricordi, sentimenti ed emozioni, che sembravano nascosti per sempre nella nostra memoria più remota. Potremmo definire il nostro cervello come un archivio musicale da cui attingere ciò di cui abbiamo bisogno. Alcune ricerche svolte negli Stati Uniti che consentono di visualizzare il cervello in attività mostrano che immaginare la musica è come ascoltarla e produce gli stessi effetti sul sistema nervoso. Così possiamo immaginare brani musicali e canzoni piacevoli al nostro orecchio, per sostenerci nei momenti di fatica, per superare momenti di paura e per gioire in momenti importanti. Tutto ciò ci aiuta a sviluppare una forte capacità immaginativa.
Questo bagaglio musicale arricchito di anno in anno, di canzone in canzone, risulta così un potente mezzo per crescere e accrescere la propria esperienza esistenziale ed emozionale. Ancor di più dovrebbero saperlo gli educatori che nella scelta di un film, telefilm o cartone animato da vedere con gli adolescenti dovrebbero scegliere quelli che più perseguono questo spirito educativo.

 

“La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare” (Ezio Bosso)

 

Mariano Diotto
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