Venerdì, 31 Gennaio 2020 14:52

Aprimi fratello!

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Una richiesta di aiuto che spesso ignoriamo o, peggio ancora, disprezziamo. Un uomo che supplica un altro uomo, un fratello che piange sulla soglia della sua stessa casa, spinto lontano da una forza invisibile.

Non esiste nessun colloquio, nessun test d’ingresso. Esiste solo un cuore che deve e vuole divincolarsi dalle gelide catene della paura e dell’ignoranza (in senso lato). Un cuore, ma che dico, mille cuori che non vedono l’ora di accogliere gratuitamente per scoprire o riscoprire un sorriso caldo e sinceramente riconoscente, che non ha bisogno di etichetta alcuna. Aprimi Fratello! Apriamoci, fratelli!

 

APRIMI FRATELLO!
di Rene Philombe, poeta e scrittore camerunense.

Ho bussato alla tua porta
Ho bussato al tuo cuore
Per avere un letto
Per avere un fuoco
Perche mai respingermi?

Aprimi fratello!

Perché domandarmi
Se sono dell’Africa
Se sono dell’America
Se sono dell’Asia
Se sono dell’Europa?

Aprimi fratello!

Perché domandarmi
Quant’è lungo il mio naso
Quant’è spessa la mia bocca
Di che colore ho la pelle
Che nome hanno i miei dei?

Aprimi fratello!

Io non sono nero
Io non sono rosso
Io non sono giallo
Io non sono bianco
Non sono altro che un uomo.

Aprimi fratello!

Aprimi la porta
Aprimi il tuo cuore
Perché sono un uomo
L’uomo di tutti i tempi
L’uomo di tutti i cieli
L’uomo che ti somiglia!

 

La migrazione attraverso gli occhi dei bambini siriani

L’esodo obbligato dei bambini siriani, la difficoltà del loro viaggio per arrivare in Italia, la drammaticità della guerra e la bellezza dell’accoglienza e della solidarietà ricevuta, senza dimenticare i sogni per un futuro migliore. Tutto questo è raccontato in una mostra che raccoglie i disegni di molti bambini siriani transitati negli ultimi anni. L’esposizione, intitolata “Viaggio verso il futuro”, è ospitata dal Centro Culturale San Paolo di Vicenza (Italia). La mostra è offerta dalla Fondazione L’albero della vita (https://www.alberodellavita.org/), che opera in favore dei profughi siriani. La Fondazione, in collaborazione con l’Unità di ricerca sulla resilienza dell’Università Cattolica di Milano, ha reso omaggio alle loro storie con una mostra in grado di “parlare” delle loro esperienze in modo immediato, semplice ed emozionante attraverso gli occhi dei bambini e per mezzo di uno strumento diretto e sincero come i loro disegni. Il percorso all’interno della mostra segue l’idea di un viaggio immaginario. Quattro aree tematiche, quattro colori: casa, guerra, viaggio, accoglienza. Uno sguardo finale è rivolto al futuro: la speranza dei bambini di crescere e tornare a casa per migliorare il proprio Paese e fare in modo che la guerra sia solo un ricordo lontano.

 

Gabriella Imperatore
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