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Venerdì, 15 Luglio 2022 13:22

Finestra sulla sinodalità

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«La sinodalità non è una semplice discussione. Non è un “aggettivo”» e «non è neppure la ricerca del consenso della maggioranza» né «un piano» o «un programma», ma «uno stile da assumere». (Papa Francesco alla Delegazione dei Movimenti dell’Azione cattolica francese. Vaticano 13 gennaio 2022). Il Capitolo Generale XXIV è stato un tempo sinodale di verifica, di studio, di riflessione e di progettazione sulla chiamata ad essere missionarie generatrici di vita e di speranza nel cuore della contemporaneità, per “Risvegliare la freschezza originaria della fecondità vocazionale dell’Istituto”, a partire dall’intuizione lasciata da Madre Mazzarello e Don Bosco: “A te le affido” e “Da mihi animas, cetera tolle”.

 

Quando i discepoli camminano con Gesù sulla strada di Emmaus (Lc 24, 18-35), essi cominciano ricordando gli avvenimenti che hanno vissuto; poi riconoscono la presenza di Dio in quegli avvenimenti; infine, agiscono ritornando a Gerusalemme per annunciare la risurrezione di Cristo. Riconoscere, interpretare, discernere: le conosciamo bene queste tre parole!

Formazione, missione, ecologia integrale

Sono 226 le pagine della “Relazione sulla vita e la missione dell’Istituto FMA per il sessennio 2014-2020”, – oltre il fascicolo delle Statistiche – che la Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), Madre Yvonne Reungoat insieme alle Consigliere generali ha presentato alle partecipanti al CGXXIV. La Relazione è la fotografia dell’Istituto FMA nei sei anni, con i passi fatti, i processi in corso e da potenziare, le sfide della contemporaneità e le tracce di futuro, contenuti vitali che emanano un ampio respiro di Chiesa, vitalità carismatica e universalità. La Madre generale evidenzia non solo gli elementi più significativi del cammino costruito nell’attenzione ai segni dei tempi, alla realtà delle Comunità Educanti e alle sfide della cultura giovanile, alle indicazioni della Chiesa e alle istanze della società contemporanea, ma propone alcune tracce di cammino che si articolano attorno a tre parole chiave: Formazione, missione, ecologia integrale.

Dare priorità alla formazione in tutte le sue dimensioni – umana, spirituale, carismatica, culturale e professionale – è una responsabilità primaria e inderogabile. La formazione è il miglior investimento ed occorre non sacrificarla alle urgenze della missione e questo è possibile se si è abitati dalla convinzione che dalla formazione dipende la qualità della vita e missione dell’Istituto”.

Un aspetto specifico è l’educazione all’interculturalità, tratto caratteristico dell’identità e vocazione educativa dell’Istituto FMA. “La generatività che ci unisce nella diversità di forze, presenze e processi attraverso cui si tessono reti, ascolto, servizio fraterno, audacia missionaria e passione apostolica, ci apre allo stupore e alla lode per tutto ciò che il Dio delle sorprese ha operato in ciascuna e nell’Istituto in questi anni di grazia” (Madre Yvonne Reungoat, Circolare 1011)

In un mondo che tende ad escludere e a creare muri, l’intergenerazionalità è profezia di uno stile nuovo di vivere come famiglia, fratelli e sorelle, FMA, laici e giovani in un grande respiro di fratellanza universale e solidale, per garantire continuità e sviluppo alle opere a favore dei più poveri e degli esclusi.

Il cammino vissuto nell’ottica del Patto Educativo Globale, voluto da Papa Francesco, è una sollecitazione a camminare insieme come Famiglia Salesiana, in rete con gruppi, Enti e Istituzioni civili ed ecclesiali.

Il filo rosso che intesse la relazione costituisce la via attraverso cui le parole della Madre e del Consiglio generale si traducono in azioni: piantare un seme, farlo germogliare e consentirgli di portare frutto per la vitalità del carisma salesiano oggi in risposta alle sfide della contemporaneità.

Nel testo della Relazione si intravede già l’orizzonte del tema capitolare “«Fate tutto quello che Egli vi dirà» (Gv 2,5). Comunità generative nel cuore della contemporaneità”, parola che ha guidato il cammino delle comunità locali ed ispettoriali nell’approfondimento dei nuclei portanti dello Strumento di Lavoro Capitolare.

 

“Rinnovarsi, rigenerarsi dall’interno per essere fedeli al sogno di Dio e dei Fondatori per rispondere alle attese profonde delle/dei giovani di oggi”.

 

Collegialità e corresponsabilità, perseveranza e costanza.

Ciò che rende il CG XXIV così unico è che la sinodalità/unità nella diversità è vissuta quotidianamente, indipendentemente dalle differenze culturali, geografiche, linguistiche e sociali dei suoi membri.

Alcune caratteristiche sono importanti per vivere la sinodalità: la collegialità e la corresponsabilità. Una vita autentica richiede ascolto sinodale, discernimento e camminare insieme come comunità profetiche missionarie; intessere relazioni autentiche, promuovere la comunione e risvegliare la speranza e la gioia nella vita di tutti, specialmente dei giovani. Questo è il cambiamento, un cammino integrale e radicale, personale e collettivo. Nella fedeltà agli appelli di Dio in questa contemporaneità si ricrea l’audacia missionaria che porta all’Istituto FMA la freschezza delle origini missionarie, per generare vita abbondante e Vita per tutti. Le chiavi della sinodalità e della profezia ritmano il nostro cammino e ci spingono a fare scelte essenziali e audaci, ci portano in comunione con altri carismi, a vivere itineranti “in uscita preventiva” verso le frontiere dove la vita dei giovani più poveri grida “aiuto”. Perseveranza e costanza: essere presenti e accompagnare la vita dei bambini, dei giovani, delle famiglie come Maria alle nozze di Cana, sempre attenta ai loro gesti e parole, per intuire ciò che può dare pienezza e felicità alla loro vita. Come Maria “esserci”. Esserci, perché il futuro della Chiesa e della società si definisce con una parola: sinodalità. Le sfide attuali sono così grandi che solo unendo le forze (consacrati, laici, famiglie, credenti e non credenti) si può assicurare un avvenire alle nuove generazioni, come dice Papa Francesco: «nessuno costruisce il futuro isolandosi».

 

Gabriella Imperatore, FMA 
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