Vieni e vedi

Articolo_comunicazione_2021-05-15
Nel cambio epocale che stiamo vivendo, comunicare “rende possibile la vicinanza necessaria per riconoscere ciò che è essenziale e comprendere davvero il senso delle cose”. Le parole dell’apostolo Filippo: “Vieni e vedi”, rivolte a Natanaèle ricordano che “l’annuncio cristiano prima che di parole, è fatto di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri, vicinanza. In una parola, vita”. La vita si intreccia con la verità che nasce dall’incontro con le persone, nella partecipazione alle loro gioie e dolori.

Nella spiritualità salesiana l’oratorio è uno spazio privilegiato di relazione e di accompagnamento reciproco, per la crescita di ciascun membro che ne entra a far parte. È il luogo in cui ogni persona è responsabile di un flusso comunicativo trasparente, attraverso azioni comunicative basate sul rispetto e sull’accettazione incondizionata, su una relazione aperta e sull’impegno alla trasformazione sociale.

Valdocco e Mornese erano ricchi di proposte umane, di attenzione alla realtà e alla persona, di intenzionalità formativa. L’ambiente, denso di valori spirituali ed evangelici, promuoveva una comunicazione veramente umana.

Tutto l’essere di Maria Mazzarello era comunicazione, desiderio di incontro. “Anche se abbiamo un oceano immenso che ci separa, possiamo vederci e stare insieme in ogni momento nel Sacro Cuore di Gesù, possiamo sempre pregare gli uni per gli altri, e così i nostri cuori saranno sempre uniti “(Lettera 21,1). Una comunicazione piena di tenerezza, fatta di vicinanza, di gesti fraterni e amichevoli.

Don Bosco era un comunicatore per eccellenza. La sua competenza comunicativa si esprimeva nella sua grande capacità di intrecciare reti di collaborazione con i giovani, stabilire una relazione interpersonale con loro, cogliendo in ciascuno il miracolo della possibilità, il dono che ciascuno di loro era. Era un quotidiano scoprire “la corda che vibra dentro” ogni persona. Ha aperto ai giovani nuove vie di evangelizzazione attraverso una comunicazione autentica. Concepiva la comunicazione come una missione.

Mornese e Valdocco ci stimolano a guardare l’oratorio come uno spazio di relazioni autentiche, di annuncio, solidarietà e comunione.

Riconosciamo negli ambienti educativi questa impronta comunicativa, questa ricca forza profetica di proposta evangelica?

 

Gabriella Imperatore, FMA 
gimperatore@cgfma.org

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