Il 17 ottobre 2025, in occasione dell’apertura delle celebrazioni per la canonizzazione di Suor Maria Troncatti, è stata inaugurata, presso la Casa Generalizia di Roma, una mostra in suo onore, ideata e progettata dalle Figlie di Maria Ausiliatrice dell’Ispettoria Lombarda e dai Salesiani di Don Bosco dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana. Dal 1° al 30 novembre 2025, ne è stata allestita una copia nel Duomo Vecchio di Brescia, sede della diocesi di origine della Santa, inaugurata dal vescovo mons. Pierantonio Tremolada.
La mostra presenta 30 pannelli, articolati in 10 prismi che ripercorrono 10 tappe cronologiche della vita di Suor Maria: una storia narrata attraverso luoghi, immagini, parole ed eventi. In occasione dell’inaugurazione, Don Erino Leoni, sdb, ha guidato i visitatori presentando la mostra come “un itinerario che ci introduce nel cuore di Dio che Suor Maria Troncatti ha fatto incontrare alla sua gente”.

Tre parole-immagini orientano il percorso:
Le ali sono il segno dell’Angelo incontrato sulla via. Sono il segno di chi ha volato per donarsi dalla Val Camonica sino ai villaggi più lontani della selva amazzonica. Sono l’emblema di quell’aereo che si è schiantato ed ha custodito, come uno scrigno, l’offerta totale, perché la riconciliazione fra i nemici potesse avvenire.
La croce sta nel mezzo e unisce nord e sud, est e ovest, cielo e terra, amici e nemici. È il segno della cura di Dio che fa sorgere il sole del Suo amore, sui giusti e sui peccatori e a tutti si consegna. È il segno della motivazione per cui Maria si è donata: davanti a questo amore che raggiunge ciascuno non puoi che fare altrettanto. Per te Crocifisso, per Lui crocifissa.
Le braccia sono la concretezza dell’amore. Braccia che portavano la forza del “boteghin” portatile, la borsa dei pochi medicamenti per le cure del corpo. Braccia che portavano sempre la presenza tenera e forte di Maria Ausiliatrice, nel Rosario che sanava il cuore. Braccia che non si sono mai tirate indietro, braccia aperte che erano ali e croce.
I colori delle tre parole-immagini hanno un significato:
Il verde-acqua unisce cielo e mare dentro il quale le ali si distendono. Non blu notte, né l’azzurro del giorno, ma l’unione tenue del verde e dell’azzurro, che la trasparenza che vela e rivela il Mistero che abita in ogni istante, perché in tutto Maria ha “tenuto presente” Colui che abita ogni cosa e si è fatto “carne”.
Il rosso sanguigno: colore del dono totale, ma anche della terra con cui è plasmato il primo uomo: Adam. Terra e sangue. Perché siamo fatti così: di terra, di fragilità, di debolezza ma anche di sangue, di passione, di offerta della vita. E nella sua piccolezza Maria è stata dono offerto sulla croce della sua carità.
Il giallo ocra: seme gettato che fra zolle marcisce per portare molto frutto. Mani che spargono il seme nei solchi della vita, nelle circostanze più diverse: a casa, fra i malati, con le sue sorelle, tra le pentole o l’orto, nella selva o in ospedale. Seme gettato senza reticenza. Seme che marcito sotterra diventa spiga abbondante ora il 30, ora il 60 ora il 100 per la vita che non muore.
I pannelli sono realizzati con i contributi bibliografici e fotografici dell’Archivio Generale dell’Istituto FMA (AGFMA) di Roma, dell’Archivio Storico FMA di Nizza Monferrato, della Postulazione Generale FMA, dell’Archivio Casa Suor Maria Troncatti (ACSMT) di Sucúa, dell’Archivio Storico Fotografico sulla Città di Varazze (varagine.it) e della Parrocchia S. Maria Assunta di Corteno Golgi.
Il fascicolo che illustra la mostra è disponibile in cinque lingue sul sito www.mariatroncatti.org al menu Risorse/Materiali.
La mostra non vuole soltanto raccontare una storia, ma invitare ciascuno a lasciarsi coinvolgere dall’amore che ha sostenuto la vita di Suor Maria. Le ali di suor Troncatti non sono un simbolo del passato, ma un invito per l’oggi: vivere con lo sguardo rivolto al Cielo, i piedi ben piantati nella terra e le braccia aperte verso ogni fratello. Perché l’amore ricevuto diventi amore donato.