Ciao FMA di tutto il mondo! Sono ancora qui. Ancora per un’intera annata. A scrivere questa volta sulla missionarietà, anche se in missione non ci sono mai stata. Sono però missionaria nel cuore. Come ogni FMA vera! Ma vi spiegherò prossimamente cosa significa! Intanto sul primo numero del DMA partiamo proprio con il piede giusto perché parliamo di missione partendo niente meno che dalla nostra nuova santa, suor Maria Troncatti. Io mi sento particolarmente orgogliosa di lei, sapete perché? No, non perché è stata una missionaria, non perché ha fatto tanti miracoli già in vita, non perché era una artigiana di pace. Tutte cose meravigliose, per carità! Ma non per questo, ma perché è una santa ANZIANA! Finalmente la Chiesa riconosce che ci può essere una santità col bastone! Basta con le canonizzazioni di giovani, o semi-giovani, che non hanno neppure avuto il tempo di dimostrare che fossero santi. È invecchiando che si capisce se un vino è buono! È con la perseveranza che una persona manifesta la propria virtù e santità! Quindi io santa Maria Troncatti la amo tantissimo anche solo per questo. Siamo quasi coetanee. E anch’io potrei salire agli onori degli altari come lei. Anzi, quando la prego vi confesso che le chiedo di intercedere per la mia canonizzazione. L’unica cosa che mi frena un po’ è che mi toccherebbe morire… perciò le dico: “aiutami a farmi santa, ma… senza fretta!” Beh, però, morire in volo come è successo a lei, sarebbe un gran bel morire! Si è già nella troposfera e nella stratosfera, vicino a Dio! E Lui ti acchiappa al volo!
Ma non è questa l’unica cosa che invidio di santa Maria Troncatti, né l’unica in cui vorrei assomigliarle. Mi piacerebbe imitarla anche nelle sue amicizie importanti: sappiamo che scriveva segretamente a don Rua, da lui riceveva guarigione e profezie… e scendeva a patti addirittura con Maria Ausiliatrice: “se mi salvi andrò missionaria”, le dice un giorno in pericolo di morte! Eh, beh, insomma vorrei avere anch’io un po’ di amicizie altolocate e un carteggio, che ne so, con la Madre generale o il Rettor Maggiore, per dar loro consigli e ricevere apprezzamenti… Ma soprattutto sogno che prima o poi si dica anche di me: “è la strega più strega di tutti gli stregoni”, non perché compio guarigioni, ma perché butto umorismo qua e là! Il buon umore risana come una medicina! Non dimentichiamolo mai, nelle nostre comunità spesso “musone”!
Se ciò capitasse per davvero, mi sentirei anch’io come suor Maria…una suora a cavallo! Buona santità missionaria a tutte!
Parola di Camilla!