Andate… nel mondo che cambia

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«Andate…». È un invito che porta con sé il dinamismo di chi non rimane fermo, di chi accetta di abitare con coraggio la realtà. E oggi, più che mai, questo invito risuona in un mondo che cambia rapidamente, che apre possibilità nuove ma che, allo stesso tempo, suscita interrogativi, timori e incertezza.

Il cambiamento spaventa. Chiede di lasciare sicurezze, di confrontarsi con situazioni nuove, di rivedere linguaggi, modalità e prospettive. Ma proprio questa complessità sollecita il nostro impegno: non possiamo limitarci a osservare il cambiamento, dobbiamo imparare a presidiarlo, a renderlo occasione di crescita, soprattutto per le giovani generazioni.

È proprio dentro questa complessità che emerge la straordinaria attualità del sistema educativo di Don Bosco e di Madre Mazzarello. La loro intuizione attraversa il tempo perché pone al centro la persona, la relazione, la presenza educativa e la fiducia nelle possibilità di ciascuno.

Essere educatori oggi significa non lasciarsi vincere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e alle sfide, che non vanno né negate né minimizzate. Significa coltivare una capacità di discernimento per leggere ciò che accade, distinguere ciò che è passeggero da ciò che è essenziale, ciò che costruisce da ciò che disorienta. È assumere con coraggio il non facile compito educativo, che richiede ascolto autentico e profondo, capace di andare oltre le parole, di cogliere le domande non espresse, le fragilità nascoste, i desideri e le attese che abitano il cuore dei giovani. Richiede anche disponibilità a uscire dall’autoreferenzialità per imparare a prendersi cura delle persone, delle relazioni, dei contesti, delle domande di senso e del futuro che stiamo contribuendo a costruire.

La lettura del mondo che ci circonda è dunque un compito impegnativo. Richiede una capacità critica da esercitare nelle diverse situazioni e ci mantiene inquieti, nel senso più fecondo del termine: ci spinge a non accontentarci di interpretazioni superficiali o risposte già confezionate, ma a porci domande, a cercare, a sperimentare. È un’inquietudine che non nasce dalla paura, ma dalla responsabilità: la responsabilità di vivere la nostra vita in coerenza con i valori cristiani e di essere educatori autentici, capaci di testimoniare prima ancora che di proporre.

«Andate…», allora, è una parola rivolta anche a noi. Andate nel mondo che cambia, là dove sono i giovani, con lo sguardo di chi sa discernere, l’orecchio di chi sa ascoltare e il cuore di chi sa prendersi cura. Perché il cambiamento non ci trovi spettatori, ma educatori presenti, credibili e capaci di futuro.

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