Nella Chiesa e nell’Istituto, il riferimento, la riflessione e il richiamo alle Beatitudini è stato costante, ma l’interesse per la pregnanza del loro contenuto è andato anche oltre il loro confine. Andrea Lavazza, docente di neuroetica all’Università degli Studi di Milano, scrive: “Le Beatitudini evangeliche non hanno mai smesso di essere, anche oltre l’orizzonte religioso, una potente fonte di ispirazione, che arriva fino alla ricerca psicologica contemporanea”2.
La beatitudine, la felicità come pienezza di umanità è un’aspirazione universale che continua a fornire spunti anche di investigazione scientifica, soprattutto nell’ambito della Psicologia positiva. A differenza della Psicologia che si è sviluppata nel secolo scorso, preoccupata soprattutto di curare le malattie mentali, la Psicologia positiva si occupa di prevenire il disagio promuovendo lo sviluppo delle potenzialità personali, considerando tali anche la religiosità e la spiritualità.

Per scoprire i punti di forza presenti nelle persone, il fondatore della Psicologia positiva, Martin Seligman con il suo gruppo di ricercatori, ha condotto una lunga e approfondita indagine su popolazioni appartenenti anche a culture primitive e consultato molti testi, anche sacri, fra cui la Bibbia, il Corano, le Upanisad, Socrate, Aristotele, S. Tommaso … Dall’indagine è emersa una lista di 24 potenzialità o punti di forza: Amore al sapere, Capacità critiche, Curiosità, Intelligenza emotiva, Ingegnosità, Audacia, Lungimiranza, Perseveranza, Cordialità, Onestà, Senso Civico e del Dovere, Capacità di amare e di lasciarsi amare, Leadership, Imparzialità, Prudenza Cautela, Umiltà Modestia, Autocontrollo, Gratitudine, Capacità di apprezzare la Bellezza e l’Eccellenza, Spiritualità e Religiosità, Speranza e Ottimismo, Allegria e Humor, Vitalità ed Entusiasmo, Capacità di perdonare.
“È più efficace sviluppare le potenzialità che contrastare le tendenze negative”.
Le potenzialità presenti nelle persone, se riconosciute, possono essere sviluppate e trasformarsi in virtù. Ulteriori studi hanno inserito le potenzialità in una categoria di sei virtù universali: Saggezza e Conoscenza, Coraggio, Amore e Umanità, Giustizia, Temperanza, Trascendenza, dette anche beatitudini laiche.3 Non hanno la pregnanza e la forza delle Beatitudini evangeliche, ma si rispecchiano in esse e le convalidano. Secondo le sperimentazioni delle Neuroscienze, lo sviluppo delle virtù favoriscono l’equilibrio psico-fisico e rendono più agevoli gli atteggiamenti difficoltosi come il rispondere pacatamente a una provocazione. Un dato di fondamentale importanza che proviene da queste conoscenze è la formazione di un atteggiamento positivo nei confronti delle persone, atteggiamento molto utile nella vita quotidiana, specialmente nelle relazioni. E’ un aiuto a condurre una vita buona, a muovere i passi verso la beatitudine, la pienezza di vita, la felicità.
Le virtù sono universali, alla portata di tutti. Si tratta di riconoscere le proprie risorse interiori e allenarle. Scoprirle non è facile. Richiede spesso il confronto con persone conosciute e sagge. Conoscere e sviluppare le potenzialità risulta più efficace che contrastare le tendenze negative.
Per tutti, ma specialmente per chi si dedica alla missione educativa, credere che ogni persona porta in sé particolari potenzialità è di fondamentale importanza. È uno stimolo a prevenire, a non fermarsi di fronte alle inevitabili difficoltà e a cercare le strategie perché il bene insito nelle persone possa emergere, essere riconosciuto e sviluppato.
Don Bosco, da padre e appassionato educatore, è stato un antesignano dell’attuale Psicologia positiva. Già nel lontano Ottocento, oltre a sostenere l’importanza di prevenire puntando sul positivo, ha coinvolto persone, fondato Istituti e speso la vita perché venisse realizzato. La sua frase: “In ogni giovane, anche il più disgraziato, avvi un punto accessibile al bene”, è divenuta un classico, anche oltre la pedagogia, la spiritualità e la prassi educativa salesiana.

Il fatto che le Beatitudini evangeliche e le virtù o beatitudini laiche, pur con modalità e cammini diversi, si richiamino, si confrontino e si potenzino è un grande aiuto a orientarsi e a orientare i cammini di crescita in questa direzione. Nella Circolare citata, Madre Chiara lo conferma: “Le Beatitudini sono per noi, oggi, una sfida e chiedono di essere considerate non come un ideale astratto, ma come un percorso di vita quotidiana e un orizzonte formativo permanente.”
Le indicazioni delle Scienze umane, avvalorando le autorevoli sollecitazioni della Chiesa e dell’Istituto, sono un buon aiuto a percorrere la strada delle Beatitudini, alla elaborazione delle virtù, alla realizzazione di una vita buona, una vita ‘beata’.
Le persone che, secondo le proprie potenzialità e con modalità e intensità diverse hanno sviluppato alcune virtù, diventano, fra l’altro, facilitatrici di relazioni. Nelle comunità, negli ambienti della quotidianità, di lavoro, di studio e anche di svago la loro presenza è una benedizione. Le buone relazioni sono di fondamentale importanza per vivere serenamente e riuscire ad esprimere e dare il meglio di sé.
Alla base delle sei virtù elencate vi è la fiducia. Solo l’aver fiducia nelle persone, credere che in loro esistano potenzialità, punti accessibili al bene, stimola a scoprirli, allenarli e renderli virtù, cioè “disposizione d’animo volta al bene al di fuori di ogni considerazione di un eventuale premio o castigo”.

La fiducia si costruisce con una richiesta, un incoraggiamento, un sorriso, un accorato rimprovero, un’attenzione gratuita, un saluto, uno sguardo. Alcuni sguardi, intensi e luminosi, hanno il potere di toccare l’anima e mettere le ali. Sono ‘strumenti’ semplici, profondamente umani, disarmati e disarmanti, a disposizione nel bisogno, anche fuori orario. Hanno un’efficacia, a volte, imprevedibile. “Un miracolo!”, ha esclamato, illuminandosi, una suora giovane con la quale condividevo queste riflessioni.
La fiducia è a disposizione di chiunque desideri e si impegni a viverla e donarla. Non ha bisogno di tecniche sofisticate, progetti e procedure. È parca di consigli, non ama le insistenti raccomandazioni e facili predichette utili solo allo sfogo di chi le fa. Negli ambienti di vita quotidiana crea e favorisce rapporti sereni, fraterni, fecondi di bene, ‘miracoli’. La sua mancanza crea comunità, ambienti in cui si avverte il controllo, serpeggia il sospetto e si cercano modalità di sopravvivenza più egocentriche che fraterne.
Andare nel mondo che cambia percorrendo la strada delle Beatitudini evangeliche e laiche è una benedizione per tutti. Mentre favorisce la maturazione e il benessere personale e rende feconda la missione educativa, diventa anche una risposta all’attuale imperversare della violenza, del sopruso, del possesso; diventa una “risposta al grido di pace delle comunità, dei giovani e del mondo”.