Sabato, 30 Gennaio 2021 16:09

Generatività, il senso della cura

Vota questo articolo
(0 Voti)

«Generare non è azione solo biologica, ma antropologica, sociale e simbolica. Non si limita a mettere al mondo, ma implica il portare a maturazione, il prendersi cura» (Mauro Giaccardi, Chiara Giaccardi, Generativi di tutto il mondo unitevi! (2014). Feltrinelli Editore, Milano).

La vita è un continuo incontro con l’altro, è un tenersi per mano, in un fluire di parole, sentimenti, emozioni e silenzi di generazione in generazione. Ogni volta che ci si prende cura di qualcuno, ogni volta che si aiuta qualcuno a riprendere in mano la sua vita, a diventare autore o autrice della propria vita, ogni volta che si dà fiducia a qualcuno, ecco che lo si ri-mette al mondo. Nella Parabola del Figliol Prodigo il padre generativo non è quello che procrea biologicamente, ma è colui che rigenera, che rimette al mondo, se ne prende cura; però poi lo lascia andare mettendo in movimento un dinamismo di crescita del figlio che porta a una nuova Alleanza, a una rinnovata fraternità, a una rinnovata relazione nell’amore. Il senso della cura è avere lo sguardo attento alla totalità dell’altro, è farsi grembo dell’essere con e per l’altro, è la reciprocità nel costruire legami e vicinanza, è diventare sorgente di novità e di cambiamento, perché qualcuno possa esistere nel tempo e nella relazione.

Le Comunità Educanti dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice sono segni di relazioni generative nell’amare i giovani alla maniera di Gesù, nel servizio ai più bisognosi, nella difesa della dignità umana e nella solidarietà ai più poveri. “I giovani hanno bisogno di sapere che li amiamo, ma la cosa più importante è che si rendano conto della radice dell'amore con cui sono amati: al di là di noi stessi, sono infinitamente amati da Dio, in qualsiasi circostanza essi vivano” (cf Papa Francesco, Esortazione Apostolica post-sinodale n. 112). Si è generativi quando ci si fa carico degli altri e dei loro bisogni, quando ci si aiuta a porsi domande sull’esistenza riaprendo la speranza al futuro, quando si mettono insieme le risorse presenti sul territorio e si collabora a qualcosa di bello e di grande rinsaldando i legami comunitari.

L’Istituto FMA e la Famiglia Salesiana generano vita negli spazi dell'amore, cercando il bene dell'altro con azioni concrete e autentiche, di tenerezza e compassione, essendo, gli uni per gli altri, presenze significative di vita bella e solidale.

 

Intervista a Laura Avila - Messico

Nel mondo contemporaneo, con la tua esperienza di exallieva fma, come e dove si è generativi nel cuore di questo mondo?
«La mia riflessione, su come essere generativa oggi, è innanzitutto nella famiglia dove si semina speranza e gioia nella quotidianità, vivendo la vita con semplicità e armonia e ritrovando tempi per la preghiera e l'incontro personale con il Signore. E poi mettendo in pratica gli insegnamenti di Gesù «ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato» (Mt 25, 31-46): riconoscendolo nei fratelli migranti, consolando coloro che hanno perduto i propri cari per la pandemia, accogliendo le persone più emarginate, soprattutto i giovani, con gesti concreti di benevolenza e di cura».

L’Unione Exallieve/vi è impegnata a promuovere la cultura della vita. Quali sono i segni di questa cultura impregnata del carisma salesiano?
«Questa domanda mi riempie di gioia e speranza! Nella realtà attuale i progressi scientifici e tecnologici hanno apportato cambiamenti e innovazioni per migliore la vita, alleviare le sofferenze, curare le malattie. Eppure nel mondo si continua a lottare per i diritti umani che non sempre sono rispettati. Come Associazione ci impegniamo a promuovere la cultura della vita nel favorire il rispetto della donna e della dignità umana; vivendo lo spirito di famiglia, la collaborazione attiva con i diversi movimenti ecclesiali o le associazioni caritative e la partecipazione alla vita pubblica come esercizio di una cittadinanza evangelica».

 

La generatività è, dunque, un dinamismo che vivifica e continuamente rinnova, un cammino continuo, fatto di mettere al mondo (non solo figli!), dare inizio, poi prendersi cura, perché ciò che è stato generato o aiutato a rinascere possa fiorire e alla fine lasciar partire, fidandosi della capacità dell’altro di poter essere generativo a propria volta (Chiara Giaccardi).

Continuando a lavorare per far crescere, per fare stare al mondo, si costruisce vita generativa. E «dove si crea un’opera, si continua un sogno, si pianta un albero, si mette al mondo un bimbo, là opera la vita e si apre un nuovo orizzonte nella oscurità del tempo» (Herman Hesse).

 

Gabriella Imperatore, FMA
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

 

Letto 3 volte

Lascia un commento

archivio dma2

contattaci big

©2021 Rivista DMA. All Rights Reserved. Designed By VICIS

da mihi animas Reg. Tribunale di Roma n. 13125/1969

Search

L'utilizzo dei cookie concorre al buon funzionamento di questo sito e favorisce il miglioramento dei servizi offerti all'utente. L'accesso ai contenuti del sito e l'utilizzo dei servizi implica accettazione dell'utilizzo dei cookie.